Intorno alla quarta rivoluzione industriale si agita il fermento delle nuove tecnologie, il dibattito sulla globalizzazione, l’osservazione del trend delle attività che saranno appannaggio dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, la valutazione dei lavori ‘in via di estinzione’ e di quelli emergenti nonché delle loro forme future.

E’ indubbiamente una rivoluzione forte e molto veloce, difficile da inquadrare in tutti i suoi possibili orizzonti. Del resto però proprio i cambiamenti potenti e accelerati ci pongono davanti alla prima questione: la capacità di accettare la sfida. Non possiamo conoscere tutto e non basteranno le competenze tecniche, la differenza la faranno la nostra cultura e il nostro atteggiamento.

E’ facile immaginare che la macchina sostituirà l’uomo in molte attività manuali e ripetitive, è altrettanto facile intuire che crescerà la richiesta di nuove figure professionali come il data scientist e il social media manager. Del resto ambiti come la robotica, le nanotecnologie, la genetica, la stampa 3D, l’ingegneria ambientale si stanno ampliando e intrecciando generando nuovi scenari, nuovi ruoli, nuove possibilità.

E’ altrettanto facile capire che, se il mondo digitale allarga le prospettive, gli strumenti informatici e le relative intelligenze saranno essenziali.

Quello che sfugge talora è proprio il tempo. Il tempo della sfida è adesso e impone alle aziende di essere pronte. Pronte in termini di scelte e strategie. Ecco perché, più che mai, nel campo delle Risorse Umane, è tempo di talenti e di valori. I valori umani sono le chiavi dell’evoluzione. E il talento, oltre alle conoscenze, è portatore di qualità, veicolo per l’eccellenza.

Ecco che, seppur meno intuitivo, è fondamentale comprendere quali saranno le skills vincenti, nella quarta rivoluzione industriale:

problem solving

pensiero critico

creatività

Queste sono le tre abilità che ritengo imprescindibili. E ciò significa che saranno atteggiamenti vincenti l’ottimismo, la curiosità, l’antifragilità.

Proprio le necessità emergenti orienteranno dunque fortemente la ricerca, selezione e valutazione delle Risorse Umane. A un colloquio di lavoro, per fare un esempio, le domande più illuminanti saranno quelle proiettive: “nel caso lei dovesse trovarsi nella situazione X, con delle problematiche Y, davanti alle variabili Z, cosa farebbe concretamente? Che potenziali problematiche incontrerebbe?”

L’azienda del terzo millennio, nella quarta rivoluzione industriale, deve vivere le trasformazioni in modo positivo e innovativo. Non può che affidarsi a un patrimonio umano che abbia una grande inclinazione all’evoluzione.

La competizione si gioca su competenze accertate e su una mentalità aperta, esploratrice, appassionata quindi anche le formule lavorative dovranno essere improntate a un’agile flessibilità.