Eccoci alla puntata delle ‘note dolenti’. In vacanza l’atmosfera è sempre perfetta e lo spirito alle stelle, sul lavoro solo stress, preoccupazioni e tabella di marcia serrata. Questo spesso è quello che percepisco ascoltando i miei clienti, bazzicando le aziende. Agosto può insomma diventare una liberazione o una boccata d’ossigeno…Ma l’idillio con le ferie dura poco. Due, tre o quattro settimane sono un lampo rispetto ad undici inesorabili mesi in azienda.

La realtà è meno rosea del relax estivo?

Certamente. Possiamo però fare qualcosa per portare un po’ di ‘estate’ in azienda.

Intanto possiamo lavorare sull’approccio.

Invece di vivere le ferie come uno sfogo dovremmo prenderle come una ricarica.

Questo è molto importante. Il riposo, il divertimento, lo svago, possono essere occasioni per ritrovare benessere, lucidità, energia, entusiasmo.

Poi dovremmo largamente approfittare del tempo libero per riflettere. Su cosa non funziona nei restanti undici mesi dell’anno, in noi, nel nostro business, nelle nostre relazioni con gli altri. Lo stress che ci fa star male, ovvero lo stress negativo, quali cause ha? Può essere arginato? Sappiamo che più delle situazioni è la nostra reazione, alle situazioni, a generare malessere, a procurarci stanchezza, nervosismo e sofferenza…Dunque abbiamo l’opportunità, in vacanza, di ripensare ai nostri atteggiamenti, di rivedere molte situazioni, di orientarci a scelte e cambiamenti.

Potremmo ancora prendere spunto da ciò che ci piace, ci rilassa, ci appassiona, in vacanza. Dovremmo osservarci, ecco, in spiaggia, in barca, durante il tour di avventure. È tutto davvero più bello e facile o siamo noi che prendiamo tutto con slancio e leggerezza? La positività, l’ottimismo, la fiducia, la curiosità perfino l’allegria…sono un tesoro che non dovremmo tirar fuori solo in vacanza!

Intendiamoci, ci sono difficoltà e problematiche oggettive che il luogo di lavoro, quale che sia il nostro ruolo, presenta e presenterà sempre. Ma quanto può fare la differenza il modo in cui noi le affrontiamo?

Non a caso parlo di ‘spirito e atmosfere’. Spesso il ruolo professionale e l’ambito di lavoro sono intesi e vissuti come spazi di costrizione, inquadrati in uno schema di forme, respirati come gravosi. Se mentalmente riusciamo a smantellare questa costruzione, a comprendere quanto giova alla nostra efficacia e alla nostra produttività quella serenità in cui ci mettiamo automaticamente quando scatta il giorno fatidico della partenza per le ferie, facciamo un gigantesco balzo in avanti.

Ad agosto diventiamo intraprendenti, attivi, euforici, brillanti?

Bene, sono ottime qualità da portare a settembre in azienda.

In azienda pretendiamo un grigio rigore ma ora non siamo più tanto certi sia così utile e favorevole ai risultati, vero? Gli orari, l’organizzazione, l’ambiente, le relazioni tra i membri del team, sono tutti tasselli che dovrebbero incastrarsi a meraviglia come sabbia, secchiello e paletta.

Non dobbiamo presentarci a settembre in costume con un calice pronto al party sulla spiaggia ma sicuramente possiamo trovare gli ingredienti giusti da cucinare tutto l’anno. A tutto vantaggio del benessere personale e del business!