Sicuri che la comunicazione interna nella vostra azienda funzioni?

Considero la comunicazione interna una delle basi essenziali per una buona competitività dell’azienda. Questo significa che non ritengo affatto sufficiente che esista un ‘sistema’ di comunicazione ma che questo sia costantemente verificato nella sua efficacia.

Qui mi riferisco in particolare alla comunicazione top-down (verso il basso) cioè quella delle informazioni dall’alto (leader e organi dirigenziali) verso il basso (manager, impiegati, altri dipendenti).

Al di là delle diverse finalità immediate che assolve, sia quella degli scopi pratici ordinari, quella formale sugli aspetti di status, competenze e responsabilità, quella informale di scambio e confronto o quella che attiene all’innovazione mirata appunto a far circolare gli elementi di innovazione, a favorire una cultura di apertura al cambiamento e di dinamismo evolutivo, è fondamentale sia chiara, esaustiva e stimolante all’azione.

Ciascuna azienda definisce i mezzi e le procedure più idonee da utilizzare concretamente. I report, la messaggistica interna, intranet, le riunioni, i colloqui, sono strumenti. Strumenti potenzialmente tutti validi. A realizzare un’autentica comunicazione resta però, su tutto, lo spirito di collaborazione aderente alla vision e alla mission aziendale, il clima positivo interno, la spinta propulsiva di una leadership empatica e motivante.

Più che a strutturarla, bisogna dunque pensare a trasmetterne il valore. Anzi, a praticarlo, il valore della comunicazione. Un valore strategico, per l’efficienza e la produttività dell’organizzazione, per la sua capacità di porsi sul mercato, per le possibilità esponenziali che derivano dalle relazioni.

Se le vostre azioni ispirano altri a sognare di più, imparare più, fare di più e trasformare di più, voi siete un leader (John Quincy Adams).

Una comunicazione interna efficace aggrega, facilita, chiarisce, fa fruttare le qualità, crea la squadra, stimola le idee e la partecipazione. Più genera attenzione e coinvolge, più migliora l’immagine dell’azienda presso i suoi collaboratori e ne guida e incentiva performance e sostegno all’organizzazione.

È il veicolo che fa funzionare bene gli ingranaggi, che mette in contatto dati e persone. Qualsiasi obiettivo è più raggiungibile se il gruppo lavora con immediata conoscenza di ogni passaggio utile, in un’atmosfera forte, cooperante e fiduciosa. Questo è anche il motivo per cui non disdegno affatto, anzi consiglio di promuovere, le occasioni di aggregazione, le opportunità smart dei social e ogni altra iniziativa che migliori la comunicazione interna e quindi la coesione del team.
Non riesco dunque a inquadrare la comunicazione solo come una funzione, un settore a sé ben definito, preferisco configurarla come un’impronta, uno stile che interessa e coinvolge l’intera azienda. È il vero motore del senso di appartenenza, del coinvolgimento e dell’entusiasmo. Dialogare, ascoltare, attivare il circuito virtuoso dei collegamenti è, di fatto, un’opera che mantiene il terreno interno sempre fertile e incentiva la passione.

Rilevo sempre un modello e un livello di comunicazione interna ottimale?

No. Riscontro realtà ad ampio margine di miglioramento. Non solo. Noto che spesso viaggia ancora disgiunta dall’anima e dalle formule della comunicazione esterna. Personalmente sono convinto invece che per costruire l’identità aziendale e far arrivare all’esterno i messaggi di comunicazione sia essenziale che i collaboratori siano i primi brand ambassador dell’azienda.

I social media insegnano, i social media dimostrano. Funziona come la reputazione aziendale: l’appeal di organizzazione e prodotti passa sicuramente anche dalla voce di tutti i collaboratori dell’azienda.

Comunicazione esterna e interna non sono compartimenti stagni ma, anzi, una sola, enorme, ispirazione di personalità aziendale e di efficacia competitiva.

Provate: messaggi limpidi e motivanti che esprimano e imprimano il carattere aziendale, che chiamino a sentirsi attori dei progetti, che generino l’orgoglio di far parte del gruppo.