I Millenials, le persone nate dagli anni ’80 agli inizi del 2000, sono indicati anche come generazione Y, una generazione piena di contraddizioni, fortemente diversa dalle precedenti e con caratteristiche del tutto nuove anche per il contesto aziendale.

Sono i primi nativi digitali, iperconnessi, nei migliori casi insofferenti alle gerarchie e ai tempi lunghi della carriera ma con alte aspettative, bisognosi di spazi creativi e di flessibilità, nei peggiori descritti come impazienti, scarsamente inclini all’impegno duro, labili nell’entusiasmo e carenti di umiltà.

Quello della generazione Y è un universo di giovani che ha enorme confidenza con la tecnologia, il web, i social media, un livello alto di studi, una potenzialità espressiva sicuramente orientata alle più moderne strategie globali. Questo si traduce in una serie di elementi molto interessanti per le aziende perché, attraverso i millenials, possono utilizzare al massimo i benefici della tecnologia per l’innovazione, meglio interpretare le esigenze e i desideri del pubblico che essi stessi rappresentano, arrivare loro tramite gli strumenti e i canali più consoni.

I Millenials sono abituati alla velocità del loro tempo e della rete, favoriti dunque a intercettare e vivere il cambiamento. Questo è un elemento di grande rilievo per gli imprenditori intenti alla sfida del III° millennio.

Possono essere i migliori brand ambassadors del marchio aziendale e dare allo stesso una connotazione moderna, accattivante, ‘globale’. Abili a divulgare e a porsi come influencers in rete possono significare per le aziende un vero e proprio strumento di marketing a costi contenuti e resa molta alta.

Non solo. In rete sono abituati a navigare, reperire informazioni, filtrare input, fiutare tendenze e opportunità e anche questo può tradursi in un enorme vantaggio per le aziende: vuol dire godere di Risorse Umane al centro delle trasformazioni, dei movimenti culturali e del mercato, capaci di cogliere soluzioni e avere il polso della realtà.

In un’epoca scivolosa, di forte transizione, di rapida evoluzione, vedo l’apporto dei Millenials come un ponte tra l’Azienda e il presente già proiettato al futuro.