Sfatiamo subito due luoghi comuni:

-il primo è che l’employer branding -che possiamo indicare come quell’attività che ha lo scopo di definire e comunicare l’identità aziendale come luogo di lavoro ideale– sia prerogativa delle grandi organizzazioni. Possono giovarsene (anzi, dovrebbero!) anche le piccole e medie imprese.

-il secondo è che il risultato dell’employer branding sia “solo” quello di attrarre e fidelizzare Talenti.

Innanzi tutto anche per le PMI una strategia di employer branding potrebbe raggiungere obiettivi importanti.

Cosa può essere attraente in una piccola realtà aziendale?

1) Ambiente sano, vivace e stimolante e work life balance
2) Spazio fisico curato che incentiva la creatività, l’energia, lo spirito di squadra
3) Possibilità di innovazione (magari la piccola azienda è proprio quella che vuole crescere, che produce eccellenze di nicchia, che cerca Risorse Umane per apporti e idee nuove!)
4) Prospettive di carriera più rapida

Attrarre e fidelizzare Talenti cosa genera?

Sicuramente significa migliorare e potenziare complessivamente l’attività aziendale ma anche ridurre significativamente i costi connessi al personale.

Questo vuol poi dire che l’employer branding avrà ulteriori effetti: produrrà un miglioramento del brand e della sua affermazione sul mercato. E questo succede per due motivi: il primo strettamente correlato alle competenze dei Talenti e il secondo alla percezione che ne avrà il mercato.

La buona reputazione aziendale fa dei collaboratori i migliori brand ambassador: chi lavora per la Ferrero e parla bene della Nutella è un influencer forte e ad alta credibilità, no?

E non è ancora tutto. Il mercato senza dubbio dimostra di ‘premiare’ l’azienda che arriva come ottimo datore di lavoro, come organizzazione rispettosa dei lavoratori e attenta ai loro meriti e alle loro capacità, come luogo che incentiva e protegge un clima di lavoro positivo.

L’avanguardia e i risultati economici di un brand sono strettamente connessi al suo fascino!

La buona reputazione del datore di lavoro è dunque un valore aggiunto del brand. Un valore aggiunto che si può raggiungere.

Sono persuaso che il relax d’agosto possa funzionare come illuminante suggeritore di rilevanti svolte di employer branding da mettere in atto da settembre.

Talvolta basta partire con piccoli passi. Faccio qualche esempio: sicuri che le postazioni di lavoro siano comode e ben illuminate? davvero non avete ancora pensato a una zona ristoro con qualcosa in più di acqua e caffè, insomma un’area dove consumare uno snack tra colleghi e conversare? siete sempre attenti alle dotazioni necessarie a svolgere più agevolmente il lavoro (possono essere banalmente articoli di cancelleria o programmi di contabilità più aggiornati o macchine sempre moderne e funzionanti)?

Un consiglio? Approfittate delle vacanze per individuare i primi interventi utili per i vostri Talenti, il vostro brand, il vostro appeal sul mercato!